Pelè - Edson Arantes do Nascimento

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Pelé, pseudonimo con cui è universalmente noto come Edson Arantes do Nascimento (Três Corações, 23 ottobre 1940, è un ex calciatore e dirigente sportivo brasiliano, considerato da molti esperti e appassionati il miglior calciatore di tutti i tempi.

Lo pseudonimo Pelé con cui è universalmente noto nacque dal soprannome che gli fu dato ai tempi della scuola. È anche conosciuto come O Rei (in italiano Il Re), O Rei do Futebol (Il Re del Calcio) o anche Perla Nera (in portoghese Pérola Negra).

Fu l'unico calciatore a vincere tre edizioni dell'allora Coppa Rimet, con la Nazionale brasiliana nel 1958, 1962 e 1970. Il suo gol realizzato alla Svezia nella finale del 1958 è considerato il terzo più grande gol nella storia della Coppa del Mondo FIFA e primo tra quelli realizzati in una finale di un campionato del mondo. Detiene il record di reti realizzate in carriera: 1.281 in 1.363 partite.

Inoltre è stato nominato Calciatore sudamericano dell'anno nel 1973, "Atleta del Secolo" dal CIO nel 1999 e "Calciatore del Secolo" insieme a Maradona dalla FIFA nel 2000, mentre è stato dichiarato "Tesoro nazionale" dal presidente del Brasile Jânio Quadros e, nel luglio 2011, "Patrimonio storico-sportivo dell'umanità".

Fa anche parte della National Soccer Hall of Fame  ed è stato inserito dal settimanale statunitense TIME nel "TIME 100 Heroes & Icons" del XX secolo.

Dal 2010 è presidente onorario dei New York Cosmos.

Pelé fu un calciatore completo, capace di coniugare tecnica e abilità atletiche, intelligenza e velocità, precisione nei passaggi e senso del gol.

A tal proposito, si ricorda che segnò cinque reti in un solo incontro in almeno sei occasioni, realizzò quattro gol in una singola partita trenta volte ed aggiunse a ciò novantadue triplette.

Il giornalista sportivo Gianni Brera disse che «Pelé vede il gioco suo e dei compagni: lascia duettare in affondo chi assume l'iniziativa dell'attacco e, scattando a fior d'erba, arriva a concludere.

Mettete tutti gli assi che volete in negativo, poneteli uno sull'altro: esce una faccia nera, un par di cosce ipertrofiche e un tronco nel quale stanno due polmoni e un cuore perfetti».

Il repertorio di dribbling di Pelé includeva una particolare giocata che in Brasile viene chiamata drible da vaca; un esempio di questa si ebbe nella partita contro l'Uruguay del Mondiale del 1970, quando l'attaccante lasciò passare il pallone – senza toccarlo – verso un lato del portiere Ladislao Mazurkiewicz e si lanciò su quello opposto, disorientando l'avversario.

Pelé fu anche un eccelso colpitore di testa, nonostante la statura relativamente ridotta; nella finale della citata edizione dei Mondiali di calcio marcò un gol effettuando un balzo da atleta.

Figlio dell'ex calciatore Dondinho (all'anagrafe João Ramos do Nascimento), che terminò prematuramente la propria carriera a causa di un infortunio al ginocchio, e di Maria Celeste Arantes, Pelé fu inizialmente soprannominato Dico dai suoi parenti. A 5 anni, nel 1945, si trasferì con la famiglia a Bauru.

Da bambino si guadagnò compensi extra pulendo scarpe e quando il padre gli disse di giocare a calcio inizialmente, vista la povertà della famiglia, non poté comprare un pallone ma giocò solitamente con un calzino o degli stracci riempiti con carta e legati con un laccio, oppure con un pompelmo.

Fu in quel periodo che un suo compagno di scuola gli diede il soprannome Pelé. Il nomignolo gli fu dato per farlo arrabbiare, poiché Pelé pronunciava Pilé il nome del portiere Bilé. Sebbene egli non abbia mai nascosto di non gradirlo, esso rimane l'appellativo con cui è stato consegnato alla storia del calcio. In realtà, Pelé ha sempre ricordato con orgoglio come il suo vero nome, cioè Edison o Edson, con il quale vorrebbe essere chiamato, gli sia stato imposto in onore di Thomas Alva Edison.

La prima squadra in cui giocò Pelé fu il Bauru, squadra dilettantistica locale, ma a breve fu notato da Waldemar de Brito, ex nazionale brasiliano degli anni trenta e quaranta, che all'età di 15 anni lo convinse a fare un provino per il Santos.

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Nel 1956 Waldemar de Brito disse alla dirigenza del Santos che quel ragazzino di 15 anni sarebbe diventato il miglior calciatore del mondo. Pelé raggiunse così le giovanili del Santos e vi giocò per una stagione prima di approdare in prima squadra.

Pelé debuttò con la maglia del Santos il 7 settembre 1956 in amichevole contro il Corinthians de Santo André, subentrando a Del Vecchio e segnando al 36º minuto un gol nel 7-1 finale per la squadra di Santos.

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Nel 1957, all'inizio della stagione, Pelé, che fu soprannominato Gasolina in onore di un cantante brasiliano, fu inserito stabilmente come titolare della prima squadra e, all'età di soli 16 anni, divenne il capocannoniere del Campionato Paulista.

Dieci mesi dopo aver firmato il suo primo contratto professionistico il ragazzo fu anche convocato in Nazionale.

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Dopo il Mondiale 1962, diverse squadre europee offrirono cifre importanti per acquistare il giovane giocatore, ma il governo del Brasile dichiarò Pelé "Tesoro nazionale" per evitare qualsiasi possibile trasferimento.

Il 22 novembre 1964, nella gara Santos-Botafogo (11-0), batté otto volte il portiere Machado, stabilendo il nuovo record di marcature in una sola partita del Campionato Paulista, che in precedenza apparteneva ad Arthur Friedenreich con i sette gol realizzati nel 1929.

Il 19 novembre 1969 Pelé segnò il 1.000º gol in carriera. La rete, chiamata familiarmente O Milésimo (Il Millesimo), è stata realizzata contro Edgardo Andrada del Vasco da Gama su calcio di rigore allo Stadio Maracanã.

Secondo Pelé il suo più bel gol fu quello segnato allo Stadio Rua Javari il 2 agosto 1959 in una partita del Campionato Paulista contro il Clube Atlético Juventus.

 

 

Siccome non esiste una registrazione visiva di quella partita la rete è stata ricostruita con un'animazione a computer su richiesta dello stesso Pelé.

A ricordo di quel gol nell'agosto 2006 sono stati realizzati un busto e una targa all'esterno del Rua Javari.

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Nel marzo 1961, Pelé invece ha realizzato il cosiddetto gol de placa (gol da targa): una rete contro il Fluminense, ritenuta così spettacolare che fu realizzata una targa con una dedica al più bel gol mai segnato al Maracanã.

Negli anni sessanta e settanta il Santos era considerata la squadra migliore del mondo, tanto che girava i continenti disputando amichevoli con innumerevoli squadre, una sorta di Harlem Globetrotters del calcio. Singolare è l'episodio avvenuto in Colombia in cui un arbitro espulse O Rei: il pubblico si imbestialì a tal punto che Pelé rientrò in campo e fu il direttore di gara stesso a dover abbandonare il rettangolo verde. 

Per non parlare del fatto che nel 1967 le due fazioni che stavano combattendo la guerra civile in Nigeria siglarono una tregua di 48 ore per poter vedere giocare Pelé in amichevole a Lagos. Questo episodio fu la testimonianza che la figura di Pelé trascese i confini sportivi più di qualunque altro atleta al mondo, entrando nella storia come una delle maggiori icone contemporanee.

Il 27 maggio 1971, allo stadio Lužniki di Mosca, partecipò alla partita d'addio di Lev Jašin, da lui considerato "un grande portiere ed un uomo dalla grandissima generosità".

Nel 1974, dopo 19 stagioni con la maglia del Santos, Pelé decise di ritirarsi dal calcio dopo aver giocato insieme a grandissimi calciatori come Zito, Pepe e Coutinho, vincendo 10 titoli paulisti, 5 Taça Brasil consecutive dal 1961 al 1965, record del calcio brasiliano (allora il campionato brasiliano ancora non esisteva e la coppa nazionale di fatto eleggeva la squadra migliore del Paese), 3 Tornei Rio-San Paolo, una Taça de Prata, 2 Coppe Libertadores, 2 Coppe Intercontinentali  e una Supercoppa dei Campioni Intercontinentali.

Nel 1975, dopo un anno lontano dai campi di gioco, Pelé fu ingaggiato dai New York Cosmos, squadra della North American Soccer League (NASL), che gli offrì, con il beneplacito del governo brasiliano, un contratto di circa 4,5 milioni di dollari per tre anni.

La Warner Communications, proprietaria del club, volle Pelé, oltre che per le sue doti tecniche, anche per promuovere il calcio nell'America del Nord e mise insieme una parata di giocatori d'eccezione quali, oltre a Pelé, Carlos Alberto, Beckenbauer e Chinaglia.

Pelé esordì con i Cosmos il 15 giugno 1975 in amichevole contro i Dallas Tornado (2-2), partita nella quale realizzò un gol e fu autore di un assist.

Con la squadra di New York riuscì a vincere l'edizione del 1977 del giovane campionato nordamericano di calcio. In tutte e tre le stagioni di militanza fu inserito nell'All-Star Team della NASL, di cui fu nominato MVP nel 1976.

Nazionale (Selecao)
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Pelé debuttò nella Nazionale brasiliana (Selecao) il 7 luglio 1957, tre mesi prima del suo 17º compleanno, contro gli storici rivali dell'Argentina che in quell'occasione sconfissero il Brasile per 2-1. L'unica rete dei verdeoro fu messa a segno proprio da Pelé.

Mondiale 1958

Pelé fu convocato dal CT verdeoro Feola per i Mondiali 1958 svoltisi in Svezia.

Pelé disputò la prima partita ai Mondiali contro l'URSS nella fase a gironi.

Era il più giovane del torneo e il più giovane ad avere mai giocato una partita della fase finale della Coppa del Mondo.

Realizzò il primo gol ai Mondiali contro il Galles il 19 giugno 1958, rete che determinò l'1-0 finale consentendo al Brasile di qualificarsi alle semifinali.

In semifinale contro la Francia il 24 giugno Pelé segnò una tripletta che determinò il 5-2 finale. Grazie a queste reti diventò il più giovane marcatore nella storia della Coppa del Mondo (17 anni e 239 giorni) e anche il più giovane a realizzare tre gol (17 anni e 244 giorni).

Il 29 giugno 1958 Pelé scese in campo nella finale contro i padroni di casa della Svezia e a 17 anni e 249 giorni fu il più giovane calciatore a giocare una finale di Coppa del Mondo.

La Seleção sconfisse la Svezia per 5-2 aggiudicandosi il suo primo titolo mondiale, anche grazie a due reti di O Rei.

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Il primo gol di Pelé, un pallonetto a superare il difensore che lo marcava, seguito da un preciso tiro al volo, in seguito è stato scelto come uno dei più grandi gol nella storia della Coppa del Mondo.

A fine torneo Pelé poteva vantare 6 gol realizzati in 4 partite giocate, secondo miglior marcatore a pari merito con il tedesco Helmut Rahn (che però giocò 6 partite) e alle spalle del francese Just Fontaine, che in quell'edizione realizzò ben 13 reti, segnando almeno un gol in tutte e 6 le gare disputate dalla sua Nazionale.

Campeonato Sudamericano de Selecciones 1959

Nel 1959 Pelé disputò il Campeonato Sudamericano de Selecciones in Argentina. Il Brasile arrivò secondo nel torneo alle spalle dell'Argentina (10 punti contro gli 11 dell'Albiceleste) e Pelé si laureò capocannoniere con 8 gol in 6 partite.

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Mondiale 1962

Il 30 maggio 1962 contro il Messico, prima partita dei Mondiali di Cile '62 ai quali il Brasile, guidato da Moreira, era qualificato di diritto in qualità di detentore del titolo, Pelé fu autore dell'assist per il primo gol di Zagallo e segnò il secondo che decretò il 2-0 finale dopo aver superato 4 difensori. Il 2 giugno, però, nella seconda gara contro la Cecoslovacchia, O Rei si infortunò mentre stava tentando un tiro da lontano e fu sostituito da Amarildo.

Pelé a causa di quell'infortunio dovette saltare tutte le altre gare della competizione, ma a guidare il Brasile verso il suo secondo titolo mondiale fu Garrincha.

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Inizialmente Pelé non fu premiato con alcuna medaglia, non avendo disputato la finale, ma nel novembre del 2007 la FIFA annunciò che avrebbe consegnato una medaglia d'oro anche ai 122 componenti delle rose campioni del mondo prima del 1978 che non l'avevano ricevuta, quindi anche a O Rei per i Mondiali 1962.

Mondiale 1966

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Anche per i Mondiali del 1966 in Inghilterra il Brasile, alla cui guida era tornato Feola, era qualificato di diritto avendo vinto l'edizione precedente della Coppa del Mondo. Il torneo del 1966 fu contraddistinto da un gioco molto duro e Pelé fu uno dei giocatori che ne fecero le spese.

Con la rete realizzata su punizione il 12 luglio contro la Bulgaria, prima gara dei verdeoro, O Rei divenne il primo giocatore a segnare in tre diverse edizioni dei Mondiali. Dopo quella partita Pelé dovette fermarsi per recuperare da un infortunio al ginocchio subito per un rude intervento del difensore bulgaro Žekov e fu costretto a saltare il secondo match contro l'Ungheria, perso dalla Seleção per 3–1.

Fu nuovamente disponibile per la terza gara del girone eliminatorio contro il Portogallo di Eusébio, ma diversi contrasti violenti dei difensori portoghesi, tollerati dall'arbitro inglese McCabe, lo costrinsero ad abbandonare anzitempo la partita.

Il Brasile fu nuovamente sconfitto per 3-1 e venne così eliminato al primo turno dei Mondiali per la prima volta dal 1934. Dopo la fine della manifestazione Pelé dichiarò che non avrebbe più giocato nella Coppa del Mondo.

Mondiale 1970

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Quando fu chiamato dal CT nel 1969, Pelé rispose alla convocazione e disputò 6 partite di qualificazione ai Mondiali del 1970 segnando altrettanti gol.

La squadra brasiliana che partecipò alla fase finale dei Mondiali '70 in Messico, che sarebbero stati gli ultimi per Pelé, fu guidata da Zagallo e fu radicalmente diversa da quella dei Mondiali 1966 anche per il ritiro di diversi giocatori quali Garrincha, Nílton Santos, Djalma Santos e Gilmar.

Il 3 luglio 1970, nella prima partita contro la Cecoslovacchia, Pelé segnò la seconda rete verdeoro del 4-1 finale su assist di Gérson, diventando, quasi in contemporanea con il tedesco Uwe Seeler, l'unico calciatore ad aver segnato in quattro diverse edizioni della Coppa del Mondo.

Il 10 giugno, nell'ultima partita della fase a gironi, O Rei realizzò una doppietta contro la Romania che, insieme al gol di Jairzinho, consentì ai verdeoro, comunque già qualificati, di vincere 3-2. Nei quarti contro il Perù, Pelé non andò a segno ma fornì l'assist a Tostão per la terza rete della Seleção (4-2 il risultato finale).

Anche in semifinale contro l'Uruguay O Rei non figurò tra i marcatori, ma fornì a Rivelino l'assist per il 3–1 finale.

Il 21 luglio il Brasile affrontò in finale l'Italia, reduce dal successo per 4-3 dopo i supplementari contro la Germania Ovest. Fu proprio Pelé ad aprire le marcature al 18º minuto di gioco, segnando di testa su cross di Rivelino, e poi realizzò anche gli assist per le reti di Jairzinho e Carlos Alberto. Con quel gol O Rei divenne il secondo calciatore a segnare in due diverse finale dei Mondiali dopo Vavá.

Il Brasile vinse per 4-1 (segnarono anche Gérson per i verdeoro e Boninsegna per gli azzurri), conquistando, come Pelé, il terzo titolo mondiale della sua storia e potendo così tenere definitivamente la Coppa Rimet. Burgnich, difensore italiano che ebbe il compito di marcare O Rei in finale, dopo la partita dichiarò: « Prima della partita mi ripetevo che era di carne ed ossa come chiunque, ma sbagliavo ».

Ritiro dalla Nazionale

Pelé dopo la vittoria del Mondiale 1970 giocò altre 4 partite amichevoli con la Seleção, l'ultima delle quali il 18 luglio 1971 a Rio de Janeiro contro la Jugoslavia.

Con la maglia del Brasile Pelé ha disputato in totale 92 partite (67 vittorie, 14 pareggi e 11 sconfitte) realizzando 77 reti (miglior cannoniere della Nazionale brasiliana di sempre con una media 0,837 gol a partita) e vincendo 3 Mondiali.

Con in campo sia Garrincha che Pelé la Nazionale brasiliana non ha mai perso una partita.

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Il 19 novembre 1969 Pelè realizza contro il Vasco de Gama il suo millesimo gol della sua lunghissima carriera.

Quel giorno è un giorno difficile da dimenticare, sia per la storia d'Italia che per quella del calcio.
Nel nostro paese imperversano gli scioperi per il problema della casa. L'Italia si sta bruscamente risvegliando dal boom economico e la protesta giovanile rappresenta un momento di rottura, il futuro sarà caratterizzato da una difficile e complessa crisi energetica.

Il 19 novembre a Milano ci sono degli scontri nei quali resta ucciso l'agente di polizia Antonio Annarumma. Quello stesso giorno a Rio de Janeiro Pelé segnava il suo millesimo gol.
Due eventi lontani, opposti, slegati eppure uniti dal sottile filo della storia e da quell' enunciare: 19 novembre 1969. Il 27, la Camera approvava la legge che introduceva il divorzio, contrari Dc, Msi e monarchici.
Il 12 dicembre il paese è ferito a morte dalla strage fascista, quanto è importante nella storia la verità didascalica degli aggettivi, di Piazza Fontana. Tre giorni dopo, il 15, l'anarchico Giuseppe Pinelli, accusato della strage muore cadendo, probabilmente spinto, da una finestra della questura di Milano dove l'aveva interrogato il commissario Luigi Calabresi.

In quello stesso anno la Fiorentina di Pesaola aveva vinto il suo secondo scudetto e Felice Gimondi la 52° edizione del Giro d'Italia. Un gruppo di ricercatori della Rockefeller University definisce per la prima volta la struttura di un anticorpo, la gammaglobulina e il film di Dennis Hopper "Easy Rider" sposta l'attenzione del cinema americano sulle problematiche giovanili. Ma torniano a quel 19 novembre... 

Quel giorno Edson Arantes do Nascimento gioca col il Santos al "Maracanà" di Rio de Janeiro. Avversario il Vasco da Gama per la Taca de Prata, conosciuta anche come Torneo "Roberto Gomes Pedrosa", una delle tante manifestazioni che da sempre caratterizzano l'attività calcistica brasiliana, prim'ancora della nascita del campionato nazionale, due anni più tardi, nel 1971.

Quando Pelé gioca quella partita, per i suoi biografi, ha segnato 999 gol, ne manca uno solo al millesimo, traguardo storico, mitico per un giocatore che ha già vinto tutto col Santos, Libertadores e Intercontinentali, e con il Brasile, due coppe Rimet. Tutti gli occhi, di tifosi e, soprattutto, fotografi, sono sulle spalle del numero 10 del Santos.

Quando l'arbitro fischiò un calcio di rigore in favore dei paulisti ci vollero ben cinque minuti perché tutti si potessero sistemare dietro la porta del numero 1 del Vasco.

È davvero difficile capire cosa possa essere passato nella testa di Pelé in quei momenti interminabili. Una vita, una carriera calcistica che si materializzava nei suoi stessi occhi.

Se avesse parato il tiro del mito calcistico brasiliano avrebbe forse fatto la fine di Barbosa, il portiere del Brasile '50 sconfitto dall'Uruguay di Ghiggia e Schiaffino?
Vittima sacrificale, quindi, di fronte alla precisione e alla voglia di Edson Arantes di segnare quel gol, di aggiungere un altro alloro a una carriera inarrivabile.
Pelè si appresta a battere lo storico rigore in Santos-Vasco de Gama Tiro e rete.

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Il giocatore portato in trionfo, il Brasile che si ferma, la notizia che fa il giro del mondo, la partita naturalmente sospesa.

Anche in questo caso, per Pelé si fa un'eccezione e due sono le versioni: una dice che il match finì lì, l'altra che finì regolarmente 2-1 per il Santos sul Vasco da Gama. Ma anche sulla data si fa fatica, alcuni scrivono che l'anno del fatidico gol di Pelé sia stato il '71 e non il '69, a chi credere.

Noi abbiamo trovato data e partita in un sito di statistiche, ma anche qui dobbiamo aprire una parentesi.
Il numero 10 brasiliano per eccellenza segnava sempre, anche nelle partitelle infrasettimanali e in Brasile, paese allergico agli almanacchi, non si butta via niente, così i 1.000 gol di Pelé sono infarciti di tutto un po'.
L'unica sicurezza è che il 19 novembre 1969 ha segnato il millesimo Gool.

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Per il 1000 Gool di Pelè fu stampato un francobollo a sua memoria.

Pelè (New York Cosmos)

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Nel 1975, dopo un anno lontano dai campi di gioco, Pelé fu ingaggiato dai New York Cosmos, squadra della North American Soccer League (NASL), che gli offrì, con il beneplacito del governo brasiliano, un contratto di circa 4,5 milioni di dollari per tre anni.

La Warner Communications, proprietaria del club, volle Pelé, oltre che per le sue doti tecniche, anche per promuovere il calcio nell'America del Nord e mise insieme una parata di giocatori d'eccezione quali, oltre a Pelé, Carlos Alberto, Beckenbauer e Chinaglia.

Pelé esordì con i Cosmos il 15 giugno 1975 in amichevole contro i Dallas Tornado (2-2), partita nella quale realizzò un gol e fu autore di un assist.

Con la squadra di New York riuscì a vincere l'edizione del 1977 del giovane campionato nordamericano di calcio. In tutte e tre le stagioni di militanza fu inserito nell'All-Star Team della NASL, di cui fu nominato MVP nel 1976.

Il ritiro dal Calcio di Pelè

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Il 2 ottobre del 1974 Pelé diede l’addio al Santos dopo 1.116 partite disputate dal 1956 al 1974.

Il primo turno del campionato paulista giungeva al termine e la partita scelta per commemorare l’addio di o Rei fu quella con il Ponte Preta allo stadio Urbano Caldeira. Non solo giornalisti provenienti da ogni parte del mondo ma anche tante persone comuni arrivarono da tutto il Brasile per assistere e partecipare ad un momento storico.

Il momento più emozionante della partita fu quando Pelé si inginocchiò al centro del campo, ringraziò il pubblico e dopo aver salutato tutti, compagni e avversari, uscì dallo stadio su un auto dei vigili del fuoco per dare inizio ad una parata in mezzo al delirio della folla.

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Il Santos vinse quella partita per 2-0 con gol di Cláudio Adão e Geraldo autogol. La formazione del Peixe era la seguente: Cejas; Wilson Campos, Bianque, Vicente e Zé Carlos; Léo Oliveira e Brecha; Cláudio Adão, Da Silva, Pelé (Gílson) e Edu.

Curiosità: Pelé tornò a indossare la maglia del Santos in altre 2 occasioni: il 7 dicembre del 1975 a Salvador contro il Bahia in una partita del Torneo Governador Roberto Santos e nel 1977 a New York contro i Cosmos.

Il 1º ottobre 1977 Pelé concluse la sua carriera disputando un'amichevole tra Cosmos e Santos, le sue due squadre.

La partita fu disputata in un Giants Stadium tutto esaurito e fu trasmessa dalle televisioni di 38 Paesi di tutto il mondo.

Il brasiliano giocò il primo tempo con i Cosmos e il secondo con il Santos.

Il match fu vinto dalla squadra statunitense: a segnare furono Reynaldo per l'1-0 del Santos e Pelé su punizione nella prima metà della gara e Mifflin, che all'intervallo aveva preso il posto dello stesso Pelé nelle file dei Cosmos, per il 2-1 finale.

Durante l'intervallo i Cosmos ritirarono la maglia numero 10 di Pelé e alla fine della partita O Rei, impugnando una bandiera del Brasile nella mano destra e una degli Stati Uniti in quella sinistra, fu caricato sulle spalle dai compagni di squadra e portato in trionfo fuori dal campo.

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I Migliori Gool, Dribles e Passaggi

Dopo il suo ritiro J.B. Pinheiro, ambasciatore brasiliano presso l'ONU, dichiarò: « Pelé ha giocato a calcio per ventidue anni e durante quel periodo ha promosso l'amicizia e la fraternità mondiali più di qualunque ambasciatore » Pelé si ritirò dal mondo del calcio dopo aver realizzato 1.281 gol, che gli valsero il titolo di più grande goleador della storia del calcio.

Arthur Friedenreich secondo alcune fonti, forse anche per un errore di trascrizione, avrebbe segnato ancora di più: ben 1.329 reti dal 1909 al 1935, ma a differenza di O Rei non esistono statistiche ufficiali per confermarlo e quindi per la FIFA il primato spetta a Pelé.

Dopo il ritiro

Terminata la carriera agonistica, Pelé, a differenza di molti suoi colleghi, preferì non fare l'allenatore di calcio.

Inizialmente Pelé pubblicò alcune autobiografie e recitò in diversi documentari, oltre a comporre alcuni brani musicali, tra cui l'intera colonna sonora del film Pelé del 1977.

Nel 1981, insieme ad altri celebri calciatori degli anni sessanta e settanta e a Michael Caine e Sylvester Stallone, recitò in Fuga per la vittoria, film sul tentativo di fuga di alcuni detenuti in un campo di concentramento nazista durante la seconda guerra mondiale.

È stato il primo personaggio sportivo intorno a cui è stato realizzato un videogioco, Pelé's Championship Soccer per Atari 2600 nel 1980e dall'anno successivo con il nome Pelé's Soccer e a lui è stato intitolato lo stadio di Maceió, l'Estádio Rei Pelé (in italiano Stadio Re Pelé), conosciuto anche come Trapichão e costruito nel 1970.

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Nel 1992 fu nominato ambasciatore delle Nazioni Unite per l'ecologia e l'ambiente e nel giugno 1994 Goodwill Ambassador dall'UNESCO.

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Nel 1995 il presidente brasiliano Cardoso lo nominò ministro straordinario per lo sport.

In questo periodo Pelé propose una legge per ridurre la corruzione nel calcio brasiliano, che divenne nota con il nome di "Legge Pelé".

O Rei ricoprì tale carica fino all'aprile del 1998, quando si dimise.

Pelé è ritornato a ricoprire un ruolo nelle squadre di calcio nel 2002, quando fu talent scout per gli inglesi del Fulham, squadra di Premier League.

Ambasciatore per il calcio della FIFA e membro del Football Committee, è stato scelto per effettuare i sorteggi della qualificazioni ai Mondiali 2002 in Giappone e Corea del Sud e come ospite all'inaugurazione dei Mondiali 2006 in Germania insieme alla top-model Claudia Schiffer.

Ha inoltre supervisionato per la FIFA la stesura del FIFA 100, lista dei 125 calciatori viventi (123 uomini e 2 donne) considerati i migliori al mondo.

Nel novembre 2007 è stato ospite d'onore ai festeggiamenti per il 150º anniversario dello Sheffield, la più antica squadra di calcio ancora in attività, che ha disputato un'amichevole con l'Inter (5-2 per i nerazzurri).

Pelé ha inaugurato una mostra nella quale veniva esposta al pubblico per la prima volta in 40 anni la copia originale scritta a mano delle regole del calcio.

Da anni lotta per l'educazione dei giovani contro l'uso di sostanze stupefacenti, causa dell'arresto del figlio Edinho, ex portiere, nel 2005.

Importante anche il suo impegno contro le discriminazioni razziali e sessuali fuori e dentro il mondo sportivo.

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Nonostante il suo vasto patrimonio, derivante in gran parte da attività extracalcistiche, dal 2008 è registrato presso la previdenza brasiliana come ex atleta professionista e da ottobre riceve una pensione mensile di quasi 3.000 real.

Nell'agosto del 2010 è stato nominato presidente onorario dei New York Cosmos per riuscire a rilanciare la società newyorkese, coadiuvato anche da Éric Cantona, Giorgio Chinaglia, Carlos Alberto e dall'attore Robert De Niro.

In vista di un futuro approdo nella Major League Soccer.

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Il 27 luglio 2011 è stato nominato, insieme all'argentino Lionel Messi e al messicano Hugo Sánchez, "Patrimonio storico-sportivo dell'umanità" dall'Ufficio internazionale del capitale culturale a seguito di un sondaggio popolare cui hanno partecipato 327.496 persone provenienti da 72 paesi diversi.

I nipoti di Pelé, Octavio Felinto Neto e Gabriel Arantes do Nascimiento di 12 e 10 anni e figli di Sandra Regina Arantes do Nascimiento, riconosciuta da O'Rey nel 1996, a partire da luglio 2011 sono entrati a far parte delle giovanili del San Paolo dopo essersi messi in mostra con il Paraná.

Calçada da Fama do Maracanã

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A Calçada da Fama do Estádio do Maracanã do Rio do Janeiro è una zona riservata per onorare i grandi giocatori di tutto il mondo, consentendo in tal modo a recuperare un po 'di storia del calcio attraverso i suoi assi.

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Il Maracanã in occasione del suo cinquantenario avvenuto nel 2000, nell'inaugurazione c'era un omaggio speciale a quattro personalità: Pelé , Garrincha , Zagallo e Joao Havelange.

Le personalità furono invitati a mettere i piedi (o le mani, nel caso dei portieri) rilasciando la propria impronta in un calco in gesso, assemblato con pezzi di granito marmo bianco e nero.

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Maglia autografata di Pelè al Museo del calcio di Coverciano

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Top Video

O eterno REI 

O Rei do Futebol

Top 20 Goals

L'ultimo goal di Pelé

La Miglior giocata di Pelè 

Pele´ 1000° Goal

Il Goal più bello di Pelé

Goal e dribbling 

Santos nel 1969

Coppa del Mondo 1958

Coppa del Mondo 1962

Coppa del Mondo 1966

Coppa del Mondo 1970

New York Cosmos

Quel Goal non fatto

Mondiali 2014: Pelé ambasciatore in Brasile

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La Presidente del Brasile, Dilma Rousseff ha nominato Pelé ambasciatore onorario dei Mondiali di calcio del 2014: "La Presidente è felice per il fatto che Pelè ha accettato la designazione - ha assicurato il ministro dello sport Orlando Silva - perchè 'o Rei' è un simbolo del Brasile nel mondo".
Pelé ha accettato con piacere la nomina: "E' una grande responsabilità", ha dichiarato la stella del futebol brasiliano che, tre mesi fa, aveva denunciato il rischio di fare una figuraccia.

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