Irmã Dulce

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Maria Rita Lópes Pontes de Souza Brito

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detta Irmã Dulce (Salvador da Bahia, 26 maggio 1914 – Salvador da Bahia, 13 marzo 1992), è stata una religiosa brasiliana delle Suore Missionarie dell'Immacolata Concezione della Madre di Dio, ricordata per le sue opere di carità e di assistenza ai poveri e ai bisognosi (Obras Sociais Irmã Dulce); è stata proclamata beata nel 2011.

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Biografia

Maria Rita nasce in via São José de Baixo 36, nel quartiere di Barbalho, a Salvador Bahia il 26 maggio 1914; è la seconda dei sei figli (Augusto, Maria Rita, Dulcinha, Aloysio Raimundo, Geraldo Majella e Regina) del dottor Augusto Lopes Pontes, dentista, e di sua moglie Dulce Maria de Souza Brito Lopes Pontes. Il 13 dicembre viene battezzata nella chiesa parrocchiale di Santo Antônio Além do Carmo.

L'8 giugno 1921 muore ventiseienne sua madre Dulce.

Nel 1922 riceve la Prima Comunione nella chiesa di Santo Antônio Além do Carmo assieme ai fratelli Augusto e Dulcinha.

Manifesta per la prima volta interesse per la vita religiosa nel 1927 e nel 1929 conosce presso, il convento de Nossa Senhora do Desterro, suor Rosa Schüller che per la prima volta le parla della congregazione delle Suore Missionarie dell'Immacolata Concezione della Madre di Dio.

Il 20 agosto 1932 riceve il sacramento della Cresima dalle mani dell'arcivescovo Augusto Álvaro da Silva e il 9 dicembre successivo, a Bahia, prende il diploma di maestra elementare.

Il 15 gennaio 1933 si iscrive al terz'ordine francescano ricevendo il nome di suor Lúcia e il 9 febbraio entra a far parte della congregazione delle Suore Missionarie dell'Immacolata Concezione della Madre di Dio, nel convento de Nossa Senhora do Carmo, a São Cristóvão, Sergipe. Riceve l'abito religioso il 13 agosto e, in onore della madre, le viene dato il nome di Irmã (suor) Dulce.

Inizia il noviziato il 15 agosto 1934.

A settembre viene destinata all'Hospital Espanhol di Salvador, dove giunge in compagnia di suor Tabita e suor Capertana: vi esercita le funzioni di sacrestana, portinaia, infermiera e responsabile del settore radiologico.

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Nel 1935, a febbraio, viene nominata insegnante di storia e geografia al collegio femminile di Santa Bernadetta.

Lo stesso anno comincia a dedicarsi all'assistenza ai bisognosi, soprattutto all'interno del distretto Itapagipe (una zona paludosa con baracche su palafitta).

Crea un ambulatorio medico che ha nel Dr. Bernardino Nogueira il suo primo collaboratore.

Viene soprannominata l'angelo della favela di Alagados.

A giugno inizia anche il suo apostolato tra gli operai di Itapagipana e il 6 dicembre apre una biblioteca con 50 libri nella fabbrica Penha.

Il 1º novembre 1936 fonda, assieme agli operai Ramiro S. Mendonça, Nicanor Santana e Jorge Machado, l'União Operária São Francisco (divenuto poi il Círculo Operário da Bahia), il primo movivento operaio cattolico di Bahia.

Il 15 maggio 1937 inizia il secondo noviziato e il 15 agosto, nella chiesa del convento di Penha, emise la professione perpetua.

Con l'aiuto di padre Hildebrando costruisce il cinema Plataforma a São Caetano, il cui reddito ha contribuito al mantenimento del Círculo Operário da Bahia. Il 1º maggio 1939 inaugura, nel quartiere di Massaranduba, il Collegio di S. Antonio, dove si svolgono corsi di giorno per 300 figli dei lavoratori e corsi serali per 300 adulti.

L'8 gennaio 1941 ottiene il diploma di farmacista e, qualche anno più tardi, diventa anche infermiera.

Nel 1946 inizia la campagna per intronizzare il Sacro Cuore di Gesù nelle fabbriche di Itapagipe. L'11 giugno 1947 fonda, con suor Plácida e suor Hilária, il convento Santo Antônio, annesso al Círculo Operário da Bahia: lei è eletta superiora.

Tra la fine degli anni '40 e gli anni '50 avvia una serie di iniziative a favore dei poveri: apre un cinema e uno spaccio alimentare a prezzi contenuti; trasforma in ambulatorio il pollaio del convento, dando inizio a quello che diventerà il maggiore ospedale di Bahia.

A coronamento della sua lunga esperienza di apostolato tra i diseredati, il 26 maggio 1959 fonda l'Associação Obras Sociais Irmã Dulce (Associazione Opere Sociali Irmã Dulce), che il 15 agosto prende sede nell'edificio Roma del Circolo Operaio.

Il 7 giugno 1980 suor Dulce incontra per la prima volta papa Giovanni Paolo II.

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L'anno successivo crea la fondazione Irmã Dulce e l'8 febbraio 1983 inaugura il nuovo ospedale Santo Antônio con 400 posti letto.

Al fine di continuare la sua opera dopo la sua morte, nel 1984 fonda l'associazione delle Figlie di Maria Serve dei Poveri.

Nel 1988 viene candidata al Premio Nobel per la pace con l'appoggio del presidente del Brasile José Sarney e di Silvia, regina di Svezia.

L'11 novembre 1990 viene ricoverata per problemi respiratori e il 20 ottobre 1991 riceve per l'ultima volta la visita di papa Giovanni Paolo II: muore alle 16:45 di venerdì 13 marzo 1992, all'età di 77 anni, presso il Convento di S. Antonio, dopo 16 mesi di sofferenza.

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Beatificazione

Il 21 gennaio 2009 la Congregazione per le Cause dei Santi riconosce le virtù eroiche di Dulce Lópes Pontes e il 3 aprile successivo papa Benedetto XVI promulga il decreto che le riconosce il titolo di venerabile.

Il 9 giugno 2010 viene riesumata e seppellita una seconda volta.

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Il 27 ottobre 2010 Il cardinale arcivescovo Geraldo Majella Agnelo annunciato in conferenza stampa il voto unanime del collegio dei cardinali e vescovi della Congregazione per le Cause dei Santi che riconosce l'autenticità di un miracolo attribuito all'intercessione di Dulce.

Il 22 maggio 2011 Dulce viene proclamata beata a Salvador Bahia nel corso di una messa solenne presieduta dall'inviato speciale di papa Benedetto XVI, il cardinale Geraldo Majella Agnelo, arcivescovo di Salvador.

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Poesia

06JetroFagundes FarinheiroMarajoara

Irmã Dulce
Anjo Doce da Bahia

Vento, tu que sopra poesia   eu vou te falar com emoção
duma certa  Anja lá da Bahia   que fez a fé ter vida e ação

Maria Rita de Souza Brito   Lopes Pontes foi em Salvador
a Irmã dos trabalhos bonitos   ajudadora do povo sofredor

Baiana, fez a religiosidade   ser vocacionada para o bem
com obras puras de caridade   auxiliando a quem nada tem

Mulher de espírito amigo   menina, sentiu no coração
o desejo de ajudar mendigos   doentes inclusive de solidão

Mesmo  sem a menor estrutura   ela procurava sempre ajudar
pessoas na rua da amargura   enfermos sem leito hospitalar

Menina do coração ternurento   transformou a casa paternal
num  centro de atendimento   aos pobres da baiana capital

Freira com vocação missionária   se voltou também pra educação
como uma professora primária   num Círculo Operário Cristão

Amiga dos pobres desvalidos   ensinava carentes do povão
num colégio que era mantido   por sua Católica Congregação

Movida pelo santo sentimento   para atender doentes sem lar
converteu galinheiro de Convento   em Centro Social e Hospitalar

E apesar  da saúde fragilizada   Dulce fez opção preferencial
pela população marginalizada   tão esquecida na roda social

Fundadora de Hospitais na Bahia   suas lindas atividades sociais
ainda rendem frutos hoje em dia   atendendo as classes marginais

Vento, sumano que  acalenta   o pobre, o desvalido, o infeliz
a irmã de um metro e quarenta   foi uma gigante no teu país

Tu que nessa vida se agiganta   socializando teu natural ventilar
ela,  realmente foi uma santa   pro sem saúde do setor popular

Santa dos santos atendimentos   gestos suaves, jeito de encantar
lembrava em muitos momentos   a outra santa, aquela de Calcutá

Irmã que ajudava os sem nome   com Obras da Fé  agia de coração
via Jesus Cristo passando fome   no rosto dum irmão na exclusão

Dulce da Fé e Obra Vivenciadas   por seus trabalhos assistenciais
ah, conseguiu até  ser indicada   a receber o prêmio Nobel da Paz

Nordestina bondosa, caridosa   ali, na sua discriminada região
com linda atividade religiosa   sim, fez a fé entrar em ação

Sua Ação em prol dos carentes   Vento, eu te juro, meu irmão
até hoje comove muita gente   além da fronteira da religião

Vento dos atos humanitários   O lábaro estrelado nacional
por um sistema único precário   anda envergonhado à meio pau

E, o pior, vejo tantos religiosos   presos em cadeias de televisão
caminhando com os poderosos   escandalizando a nossa nação

E Dulce dizia com humildade   o amor e seus sonhos são
a única porta pra eternidade,   importa é o agir de coração

Dizia, com ternura uma certeza:   ricos e pobres sempre existirão
Mesmo sempre havendo pobreza   podemos melhorar a situação

À quem se achava em amargura   dizia: nunca se deixe entristecer
quando a noite tiver mais escura   é por que o sol já vai aparecer

Sumano, ela um dia foi embora   rumou seu rumo santo natural
e o povão baiano ainda chora  lembrando  sua freira angelical

A poesia que a nada se atrela   vive dizendo em cordel, canção
Irmã Dulce das Ações mais belas   é uma santa para o seu povão

Jetro Fagundes  -  Farinheiro Marajoara