Vale Tudo

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Il Vale Tudo o Free Fight è uno sport da combattimento estremo che permette ai praticanti di diverse discipline di confrontarsi con regolamenti minimi, una definizione sommaria di tale disciplina interstile è quella di combattimento libero che unisce il combattimento in piedi della Thai Boxe e con la tecnica della lotta a terra del Brazilian Jiu Jitsu.

Gli eventi vale tudo (o valetudo) sono un tipo di incontro di combattimento di a mani nude e a contatto pieno, si pratica in Brasile fin dagli inizi del '900 dove gli atleti provenienti da vari stili si affrontavano in questa forma di combattimento estremo con regolamenti limitati.

I mitici combattimenti che si tenevano a Rio de Janeiro o San Paolo richiamavano migliaia di spettatori: sono leggendari i combattimenti di Helio Gracie al Maracanazinho che raccolsero fino a più di 30.000 spettatori.

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La notorietà al grande pubblico si è avuto agli inizi degli anni '90 con la nascita dell' Ultimate Frighting Championship (U.F.C.), un torneo creato da Rorion Gracie (figlio del mitico Helio Gracie, icona del Brazilian Jiu Jitsu) e dominato nelle prime edizioni dal fratello Royce Gracie, uno dei miti di questo sport.

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Rorion Gracie

Royce Gracie

Il Vale Tudo ormai raccoglie migliaia di spettatori in Brasile e negli USA, ma anche in Giappone (dove il torneo del Pride è ormai un'istituzione raccogliendo da 50.000 a 60.000 spettatori ogni volta).

In Europa la diffusione è più lenta ma ogni anno nascono nuovi tornei che raccolgono sempre più appassionati.

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In alcuni casi viene considerato uno sport da combattimento vero e proprio e da esso è discesa l'odierno sport delle arti marziali miste.

Esso riprende il concetto di lotta totale del pancrazio e ne è la disciplina odierna più vicina per libertà di combattimento e spirito.

Avendo un regolamento decisamente permissivo (il nome "vale tudo", in portoghese, significa appunto "vale tutto"), questo formato consente il confrontarsi di atleti che adottano tecniche di combattimento derivanti dalle più diverse discipline marziali:

  • sono consentite infatti sia tecniche di lotta corpo a corpo (comprendenti tutti i tipi chiavi articolari e di strangolamenti);
  • sia tecniche di colpo (effettuate con qualsiasi parte del corpo verso qualsiasi parte del corpo dell'avversario, con l'eccezione degli occhi e a volte dell'inguine) e le uniche azioni proibite erano, per comune accordo dei partecipanti, morsi o graffi.

Nei tornei di vale tudo non erano obbligatorie le protezioni, anche se erano raccomandati paradenti e spesso conchiglia.

Col tempo si diffusero anche guantini a dita libere con imbottitura minima anti-graffio, a discrezione dei partecipanti.

A causa del suo regolamento estremamente ridotto, il vale tudo offre spesso spettacoli molto cruenti dove gli atleti possono ferirsi a volte anche in modo grave.

Anche per questo in molti paesi, esso è bandito e vengono consentite solo discipline analoghe per la libertà di tecniche utilizzabili ma più limitate dal punto di vista regolamentare (come il free fight, la shoot boxe ecc.) introducendo l'obbligo di protezioni minime (guantini, paradenti, conchiglia) e il divieto di alcuni colpi estremi (es. prese ai genitali, colpi sulla spina dorsale ecc.).

Nonostante questo negli ultimi anni sta riscuotendo un ampio successo a livello mondiale e molti di questi bandi stanno gradualmente venendo rimossi.

In Italia questo sport è praticato da un numero ristretto di atleti in rapida crescita numerica.

La prima competizione Italiana è stata New Generation Tournament che ancora oggi ospita atleti Italiani e internazionali con cadenza semestrale o annuale ora affiancata da altri eventi simili che presentano un numero sempre più alto di match di questa disciplina come Kombatfestival, La resa dei conti, Mix Fighting Fever, Slam Tournament ed altri.

... la Storia

L'origine degli incontri valetudo risale nelle fiere e nei circhi brasiliani degli anni '20, in maniera analoga ai vari tipi di wrestling diffusisi in Europa durante l'Ottocento.

Erano spettacoli in cui si mettevano a confronto arti marziali e sport da combattimento diversi per intrattenimento.

Esempi di questi incontri sono descritti in un articolo del Japanese-American Courier del 4 ottobre 1928:

Un resoconto da São Paulo dichiara che il Jiu Jitsu è davvero un'arte e che in un'interessante esibizione in un tendone di lato al grande circo, un uomo di Bahia dalle dimensioni enormi incontrò la sua waterloo per le mani di un piccolo lottatore giapponese.

Il brasiliano era un esperto di capoeira, un vecchio stile di combattimento sud americano, ma dopo essersi messo alle spalle il giapponese ed aver cercato di dargli un calcio in testa... il piccolo orientale, utilizzando una presa del jiu jitsu, proiettò il bahianese a terra e dopo un breve sforzo si ritrovò seduto in silenzio sopra il massiccio avversario.

In questi anni, ottennero grande fama nell'ambiente Hélio Gracie e Carlos Gracie, fondatori di una scuola di jiu jitsu (che sarebbe poi stata chiamata Brazilian Jiu-Jitsu) i cui allievi ottennero spesso vittorie in questi incontri.

Gli stessi Gracie spesso sfidavano avversari per dimostrare l'efficacia del loro metodo, tanto che divennero famose le sfide di vale tudo dei Gracie (e le rivalità con altre scuole come quella della luta livre).

Il termine "vale tudo" comunque non divenne popolare prima degli anni 1959-1960, quando vennero trasmessi a livello nazionale degli scontri stile-vs-stile promossi da uno show televisivo di Rio chiamato Heróis do Ringue ("eroi del ring").

Fra gli organizzatori e gli ospiti dello show vi erano proprio i membri della famiglia Gracie, mentre i partecipanti erano legittimi praticanti delle loro discipline.

Una notte durante lo show, João Alberto Barreto (in seguito nell'UFC 1) stava lottando con un avversario allenatosi nella lute livre.

Barreto riuscì ad afferrare il suo avversario per effettuare una leva al braccio, ma questi si rifiutò di arrendersi alla sottomissione.

Barreto di conseguenza gli ruppe il braccio.

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Per questo lo spettacolo venne cancellato e al suo posto venne trasmesso un evento di pro wrestling chiamato Telecatch.

Dagli anni '60 in poi, il vale tudo sarebbe rimasto principalmente una sottocultura underground, con la maggior parte dei combattimenti tenuti in dojo di arti marziali o piccole palestre.

Questa sottocultura era principalmente situata a Rio de Janeiro, ma molti incontri si tennero anche nelle regioni settentrionali e meridionali del Brasile e nello stato di Bahia, dove invece è più popolare la capoeira.

La rivalità fra la scuola del Gracie jiu jitsu e quella della luta livre fu il centro dell'attenzione a Rio, mentre nelle altre regioni gli incontri erano più eterogenei con diverse arti marziali.

... nel mondo

Il concetto del vale tudo, ovvero dei combattimenti senza regole, è stato esportato dal Brasile ben presto anche nel resto del mondo.

Giappone e alcuni stati americani hanno proposto attorno agli anni novanta la loro personale versione della disciplina.

Il campionato più importante e famoso al mondo fu creato nel 1993 da Rorion Gracie, emigrato in America dove prima aprì scuole di jujitsu brasiliano e poi organizzò il primo Ultimate Fighting Championship (UFC), torneo interstile che seguiva il regolamento minimale del vale tudo.

In Giappone, invece, sempre sotto il regolamento vale tudo, nacque il Pride Fighting Championship.

Nelle prime edizioni di questi tornei, ad imporsi furono proprio gli esponenti della famiglia Gracie.

Questi tornei, assieme ad altri sorti successivamente, vennero poi collettivamente definiti come una disciplina sportiva da combattimento nota come arti marziali miste o MMA.

MMA

Per questo motivo spesso MMA e vale tudo sono utilizzati come sinonimi, questa dicitura in realtà è impropria: vale tudo infatti si riferisce specificatamente al tipo di incontri che si disputavano in Brasile o tutt'al più al loro set minimale di regole e a qualsiasi match che lo utilizza.

Le odierne MMA, invece, seppur emanate dai tornei di vale tudo, sono diventate ormai un ufficiale sport organizzato da combattimento a sé stante, sport che fra l'altro è andato incontro a regolamentazioni (introducendo norme, divieti e limiti) per preservare la salute degli atleti che ne rendono il tipo di incontri particolare e distinto da un reale vale tudo.

Attualmente uno dei più famosi tornei di vale tudo è quello dell'International Vale Tudo Championships (IVC).

Il Rio Heroes, a San Paolo, continua ad ottenere un discreto consenso di pubblico in Brasile.

Molti tornei di vale tudo nel mondo sono però tornei clandestini, ad alto livello di violenza, diffusi principalmente in streaming via internet, quando non vengono localizzati e chiusi dalle forze dell'ordine.

Tecniche e tattiche

Inizialmente i partecipanti ai tornei di Vale Tudo si presentavano al combattimento con la preparazione fornita esclusivamente dalla loro arte di origine: nelle primissime edizioni del famoso IUFC (padre dei tornei moderni di Vale Tudo e quindi assunto spesso come punto di riferimento) si assistette quindi a sfide tra praticanti di Brazilian Jiu Jitsu, Karaté, Judo, Thai Boxe, Ninjitsu e vari stili ibridi di lotta.

Fin dagli albori si classificarono i combattenti di Vale Tudo in due famiglie:

  • gli Strikers ovvero atleti provenienti da arti fondamentalmente basate sul combattimento in piedi e sull'applicazione di tecniche di colpo (pugni, calci, gomitate e ginocchiate);
  • i Grapplers, ovvero gli atleti provenienti da discipline basate soprattutto sullo studio delta lotta e specializzati nel combattimento ai suolo.

Nelle primissime edizioni dell’ UFC si assistette ad un dominio dei grapplers e soprattutto dei praticanti di Brazilian Jiu Jitsu (leggendarie le vittorie di Royce Gracie anche contro atleti più pesanti di lui di 30-40 Kg!!) per alcuni motivi fondamentali:

  • all'epoca il Brazilian Jiu Jitsu era ancora praticamente sconosciuto; in spazi chiusi come un ring o un ottagono (il classico e famoso ring dell'UFC) sono altissime le possibilità di finire a terra, quindi è basilare avere una buona capacità di lottare al suolo;
  • i brasiliani erano "abituati" da decenni al combattimento misto e interstile a pieno contatto, erano d'altronde i padri del Vale Tudo.

Un terremoto colpì quindi il mondo del combattimento totale e a pieno contatto e ci si rese conto di quanto fosse importante conoscere la lotta a terra!!

Per equilibrare le sorti degli atleti, nel tempo l’UFC inserì dei cambiamenti ai regolamenti che, secondo alcuni, erano tesi ad aiutare gli striker, perdendo un po' del fascino brutale dei primi UFC, caratterizzati da regole limitatissime (permessi tutti i colpi sia in piedi che al suolo e tempo illimitato di lotta al suolo).

Un' ulteriore rivoluzione si ebbe con l'avvento nel Vale Tudo dei Wrestler americani, ovvero di lottatori provenienti dalia Lotta Libera o Greco Romana, spesso dotati di enormi masse muscolari (non sempre forse naturali!) e di buona conoscenza del corpo a corpo e della lotta che iniziarono ad arginare il dominio dei brasiliani con una tattica molto semplice: “round and pound”: portare a terra (atleti molto abili nel portare a terra un combattimento con attacchi alle gambe o al busto) per raggiungere una solida posizione di controllo da cui scaricare tutta la loro potenza con i pugni.

Probabilmente questi tipo di atleta, pur non avendo un bagaglio di tecniche di sottomissione paragonabile alla preparazione di un atleta di Brazilian Jiu Jitsu o Judo, ha sicuramente una tattica spesso risultata efficace e che ha reso famosi atleti come Mark Kerr, Marc Coleman, Kevin Randleman.

Mark Kerr Marc Coleman Kevin Randleman

Negli anni comunque ci si è resi conto che per essere un combattente completo di Vaie Tudo si deve essere in grado di combattere sia in piedi che a terra con buona abilità andando a colmare le eventuali lacune della propria arte di origine: ecco quindi che la maggior parte degli striker hanno iniziato ad allenarsi anche nella lotta al suolo e nelle tecniche di sottomissione mentre i lottatori hanno incluso nel loro allenamento sessioni di Thai Boxe e di Wrestling (lotta greco romana o libera) per migliorare la loro tecnica in piedi.

Esistono comunque oggi stelle del Vale Tudo che ottengono vittorie e successo grazie alla loro abilità di sfrattare al meglio la loro arte di origine, tra essi:

  • Wanderlei Silva esponente delle squadra brasiliana Chute Boxe, noto per essere un ottimo Thai Boxer e per la capacità di vincere i suoi incontri sfruttando al massimo la sua abilità di colpitore, nonostante abbia buone doti di lottatore;

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  • Rodrigo Minotauro Nogueira atleta del Brazilian Top Team e nuova stella del Vale Tudo che ha impressionato per la sua abilità di gestire la lotta al suolo e di vincere i suoi incontri applicando tecniche di sottomissione;

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  • Randy Couture olimpionico di Lotta Greco romana, abilissimo nello sfruttare tale sua preparazione affinata nel tempo con duri allenamenti nella Boxe, Thai Boxe e nei Brazilian Jiu Jitsu.

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  • Alessio Sakara, nato a Roma il 2 settembre del 1981, cresciuto nelle case popolari della città di Pomezia nella periferia della Capitale. Il primo italiano ad avere la possibilità di combattere nell’ottagono più famoso del mondo di far parte della UFC.

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In Brasile a più di 20 anni ed è considerato il più grande Maestro di Boxe Claudio Coelho fino ad oggi allena quelli che diventano i futuri campioni di MMA quali: Royce Gracie, Renzo gracie, Rodrigo Minotauro, Rogério Minotouro, Vitor Belfort, Pedro Rizzo, Georges St. Pierre e molti altri, fondatore della Accademia Nobre Arte localizata nella comunità del Canta Galo, nella zona sud di  Rio de Janeiro.

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Allenamento con Kyra Gracie-nell'Accademia Nobre Arte del Maestro Claudio Coelho

Regolamenti Gara

Solitamente gli incontri hanno delle regole minime che, in parte, possono essere anche concordate dagli atleti o dettate dall'organizzatore del torneo, ai fine di evitare danni irreparabili e gravi agli atleti.

Il regolamento standard degli incontri solitamente prevede:

  • Colpi
  • Sono leciti tutti i colpi di pugno, calcio e ginocchio;
  • Si può colpire sia in piedi che a terra;
  • È vietato colpire con la testa o attaccare i genitali, la spina dorsale, gli occhi.
  • È vietato mordere, tirare i capelli.
  • Lotta a terra
  • Sono permessi strangolamenti, leve o chiavi articolari a braccia o gambe;
  • A volte sono vietate leve alle dita e le torsioni al collo;

Ogni proiezione è permessa, in alcuni tornei sono vietate e punibili le proiezioni che fanno cadere l'avversario sulla testa o quelle che io portano fuori dai ring.


Protezioni

  • Guantini a dita libere (inseriti negli ultimi anni, precedentemente il loro uso era facoltativo e spesso i contendenti combattevano a mani nude. Ancora oggi comunque, in alcuni eventi estremi di Vaie Tudo, a volte è facoltativo l'uso dei guantini). Nella Shoot Boxing si indossano I guantoni;
  • Paradenti;
  • Conchiglia.

La vittoria si ottiene:

  • Per resa dell'avversario che subisce colpi o sottomissione o per resa chiamata dai secondi dell'atleta all'angolo;
  • Per KO o KO tecnico;
  • Per intervento arbitrale (in qualsiasi caso ritenga che l'incolumità di uno dei due atleti sia a rischio) o medico;
  • Ai punti (in alcuni tornei è previsto il pareggio mentre in altri di solito sono tre i giudici che devono ognuno segnalare un vincitore);
  • Per squalifica dell'avversario.

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Esistono delle regole variabili che vengono adottate in alcuni tornei o che vengono decise dagli atleti prima dell'incontro, le più frequenti riguardano:

  • il divieto di colpire con calci o ginocchiate un avversario a terra;
  • l'utilizzo delle gomitate in piedi e al suolo;
  • l'utilizzo esclusivo di colpi con la mano aperta sia in piedi che a terra (Pancrace);
  • tempo limitato per il combattimento al suolo oppure il divieto di inserire colpi al suolo permettendo solo la lotta;
  • numero e durata dei rounds (solitamente 1 round da 15 o 20 minuti, due da 15 o 20 minuti, 3 da 10 min o tempo illimitato);
  • la presenza o meno di categorie di peso;
  • il tipo di torneo: incontro singolo oppure torneo a 4 o 8 atleti;

l'abbigliamento e le protezioni:

possono essere vietate o facoltative le scarpette da lottatore oppure le protezioni quali paragomiti o paraginocchia. L'abbigliamento solitamente e composto da soli pantaloncini corti in ogni caso spesso l'atleta è libero anche dì indossare maglietta o canottiera o divise tradizionali quali kimono o judogi.

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